Se lo pensassi sempre, non solo non farei più politica ma probabilmente farei anche altre scelte sulla mia vita personale.
Ma non vi nascondo che non sono affatto poche le volte in cui non l’istinto o la rabbia ma la pura ragione mi suggerisce che sarà molto difficile per questo paese evitare il declino.
C’è un aspetto che – più di tutti – me lo fa credere.
Tutte le principali componenti della classe dirigente di questo paese sono MEDIAMENTE peggiori, e in misura consistente, rispetto al passato. E con una chiara indicazione all’ulteriore peggioramento.
I politici sono (siamo) mediamente peggiori.
Il livello è infinitamente più basso rispetto ai decenni scorsi; non ha aiutato essere passati dai partiti tradizionali – che formavano e selezionavano classe dirigente – a formazioni personali che competono su slogan e promuovono “yes men”.
I professori universitari e scolastici – coloro che formano il capitale umano di domani – sono (siamo) mediamente peggiori.
Tutti dicono che è avvenuto per via delle retribuzioni progressivamente sempre meno attraenti, e forse hanno ragione. Ma io penso sia successo anche e soprattutto perché università e scuola si sono incancrenite nel baronato e nella conservazione, facendo sì che i migliori – semplicemente – andassero a perseguire all’estero la propria vocazione.
Gli imprenditori sono mediamente peggiori.
C’è una generazione di imprenditori che nei decenni scorsi ha letteralmente fatto l’Italia, e l’ha resa grande nel mondo. I loro successori o hanno venduto a fondi americani per vivere di rendita, o non sono neanche lontanamente paragonabili ai loro genitori o nonni.
I giornalisti sono mediamente peggiori.
Lo dicevo qualche giorno fa: siamo passati da monumenti che facevano della corretta informazione una religione civile (e di cui era impossibile intuirne l’orientamento politico) a capi ultra’ o agitatori di questa o quella parte politica.
E gli esempi potrebbero continuare.
Ovviamente la parola chiave di tutto questo discorso è MEDIAMENTE: grazie a Dio esistono ancora politici, professori, imprenditori e giornalisti di assoluto valore.
Semplicemente, non hanno la massa critica (o forse solo la voglia) di produrre un cambiamento di sistema.
Ed eccola allora la domanda fondamentale: ma se gli individui che, materialmente e in diversi ruoli, “guidano la nave” sono mediamente peggiori, e di tanto, rispetto al passato, per quale motivo la nave non dovrebbe andare a schiantarsi o quantomeno impantanarsi in acque basse?
Noi, alcuni di noi, continuiamo a lavorare per mettere in rete le (tantissime) eccezioni di cui parlavo prima, e dar loro una rappresentanza politica forte, autorevole, stabile e soprattutto unitaria.
Nel frattempo però quella domanda fondamentale continua a ronzarmi insistentemente in testa.
Nel caso ronzi anche a voi, e abbiate una risposta, sono qui ad ascoltarla.