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Da quando è nato (nel marzo scorso) il Partito Liberaldemocratico dice che sia questo BICAMERALISMO che questo BIPOLARISMO non funzionano più.
Alcuni di noi lo dicono da molto di più, da parecchi anni.
Le surreali scene di queste ore dimostrano – agli occhi di chiunque voglia guardare con occhi onesti – che entrambe le affermazioni sono inequivocabilmente vere.
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Il bicameralismo non funziona più perché la legge più importante dell’anno (la legge di bilancio) sarà lavorata per tre giorni da una delle due camere senza che possa essere cambiare di una sola virgola.
Sì, avete capito bene: il lavoro (dei politici ma soprattutto dei funzionari parlamentari, uffici legislativi ecc) va svolto lo stesso ma per l’assoluta e totale “anima dell’organo riproduttivo maschile”.
E la stessa cosa accade per tutte le conversioni dei decreti legge. Vale a dire, per il 95% delle leggi che approva la Repubblica italiana.
Ad oggi nessuno (ma proprio nessuno eh) è in grado di argomentare la difesa di un sistema simile.
Il Partito Liberaldemocratico ha depositato una proposta di legge costituzionale che riunisce Camera (400 membri) e Senato (200 membri) in un’unica Assemblea Nazionale da 600 membri.
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Il bipolarismo non funziona più perché tra la Lega di Salvini, Borghi, Bagnai e gli altri partiti della coalizione di centrodestra non ci sono “fisiologiche differenze, normali all’interno di una coalizione”.
Sono proprio due cose completamente diverse (in realtà pure tra la Lega di Salvini e la Lega di Giorgetti).
Del resto, il motivo per cui stanno insieme non è cambiare il paese, ma evitare che “vincano i comunisti”.
La stessa cosa accade dall’altra parte: tra il Pd di Lorenzo Guerini, Pina Picierno e Giorgio Gori e Avs o il M5S non c’è una “sana dialettica di coalizione”: sono diversi come il giorno e la notte (in realtà – anche qui – pure tra questo Pd e quello di Schlein).
Anche loro infatti non stanno insieme in forza di un’idea di società comune: ma solo “per fermare i fascisti”.
Ecco perché le coalizioni di questi 30 anni non hanno cambiato il Paese, non andandoci neanche lontanamente vicino: perché le coalizioni di governo sono fatte da partiti che tra loro hanno pochissimo in comune.
Il Partito Liberaldemocratico propone di destrutturare l’attuale quadro politico o con una legge elettorale totalmente proporzionale o con una maggioritaria a doppio turno.
In entrambi i casi, si formerebbero partiti omogenei per identità e visione di società, e gli elettori scelgono.
Nel caso proporzionale, dopo il voto – sulla base dei rapporti di forza decisi dal popolo – si formano coalizioni basate su una trattativa trasparente sui programmi: in altre parole, cosa fare sulle pensioni si decide prima, non dopo.
Nel caso maggioritario a doppio turno, invece, i primi due classificati vanno al ballottaggio e chi vince governa per 5 anni.