UN’ALTRA MOSSA POPULISTA: I CREDITI DETERIORATI

Dopo la tassa sugli “extra-profitti” delle banche, il governo sta preparando un altro intervento che “suona bene”, ma che in realtà farebbe danni consistenti.

Proviamo a capire il perché.

1) DI CHE SI TRATTA?

Gli NPL (Non-Performing-Loans) sono i debiti che famiglie e imprese non sono ancora riusciti a pagare nei confronti delle banche.

Una decina di anni fa hanno rischiato di affossare il settore bancario: i nostri istituti di credito infatti ne erano pieni (un po’ a causa della doppia recessione che aveva colpito l’Italia nei 5 anni precedenti, un po’ perché in quegli anni le banche – soprattutto quelle più piccole – prestavano i soldi secondo logiche non proprio economiche).

Ed è chiaro che quando una banca è “ingolfata” di crediti non riscossi, la sua capacità di continuare a concedere prestiti all’economia è molto danneggiata. E così, l’economia rischia di avvitarsi in una nuova recessione.

2) OK. E ALLORA?

Una decina di anni fa si decise di risolvere il problema con una soluzione, una volta tanto, “di mercato”.

Si creò un mercato per questi crediti deteriorati: le banche potevano venderli – ad un prezzo formatosi appunto sul mercato – a investitori che fossero disposti a occuparsi dell’incasso effettivo.

3) HA FUNZIONATO?

Si.
Anche perché su parte di questi crediti lo Stato ha messo una garanzia pubblica, per favorire la “partenza” di questo mercato. E ha anche creato una società apposita per partecipare agli acquisti, per evitare che il mercato avesse pochi soggetti sul lato della domanda, e che quindi il prezzo di acquisto fosse troppo basso.

Tutti gli osservatori sono concordi sul fatto che la creazione di un mercato per gli Npl ha contribuito in modo determinante a liberare le banche da quel fardello (permettendo loro di riprendere a prestare soldi all’economia).

4) E CHE VUOL FARE ORA IL GOVERNO?

A quanto pare il governo in questa storia ci ha visto una opportunità di solleticare la pancia del popolo.

“Banche… cittadini che hanno debiti e non riescono a pagare…ottimo! Aspetta che ce ne inventiamo una che sui social va alla grande”, devono aver pensato i nostri eroi.

E infatti, ecco la norma: per i crediti deteriorati formatisi tra il 2018 e il 2021 (e inferiori a 25 milioni di euro), il debitore originario può riscattarsi versando il 20% in più del prezzo a cui la banca ha ceduto il credito.

5) NON HO CAPITO. FAI UN ESEMPIO.

Diciamo che nel 2018 non ho pagato un debito di 100 euro alla mia banca.

La banca nel frattempo lo ha rivenduto sul mercato al prezzo di 50, e ora questo credito e’ in pancia ad un investitore che spera di incassare almeno 50 più la remunerazione per la propria attività.

Ora arriva il governo e dice che posso chiudere la partita versando 60: cioè il prezzo a cui la banca ha venduto il credito ( = 50) + il 20% di quel prezzo ( = 10).

6) BELLO! GIUSTO! SUONA BENE!

Per i populisti senz’altro. Messaggio semplice, “popolare”, contro i cattivi.

Ma è un errore.

7) E PERCHÉ?

Per almeno 3 motivi:

a) si tratta di un intervento retroattivo, cioè su posizioni che sono entrate in circolo quando questa regola non c’era. E intervenire retroattivamente lancia un solo segnale: state lontani dall’Italia, perché noi siamo un posto in cui tu fai le tue scelte sulla base delle regole esistenti, poi però in qualsiasi momento può attivare il governo e cambiare le carte in tavola. Non per il futuro (che sarebbe anche legittimo) ma sulle scelte e i piani che hai fatto anni fa.

b) se sulla base di quanto detto prima gli investitori fuggiranno, avremo forse fatto la felicità del Ministro Urso, ma avremo distrutto un mercato che aveva ottenuto risultati. E le banche, sapendo di non poter più liberarsi degli Npl, sarebbero più riluttanti a prestare soldi a imprese e famiglie.

c) nell’esempio di prima, ma perché il governo deve decidere che “il profitto giusto” è 10? E se il credito viene incassato dopo 10 anni? O dopo 20?

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