Controcorrente

Tutte le campagne elettorali partono (e finiscono) con le promesse su dove spendere.

La campagna di Italia Viva sarà una novità anche in questo. Iniziamo non da come vogliamo spendere i soldi, ma da dove li vogliamo trovare.

In questo post, le proposte su dove trovare i soldi per ridurre strutturalmente le tasse a famiglie e imprese.


Nel corso della prossima legislatura – escludendo eventuali margini che emergerebbero da miglioramenti macroeconomici rispetto alle previsioni -è possibile avere un margine di 15-20 miliardi a disposizione per ridurre le tasse.

Deriva da due scelte che proponiamo di prendere.

1) La prima riguarda la destinazione delle risorse strutturali che affluiscono nelle casse dello Stato come conseguenza della lotta all’evasione realizzata nel decennio scorso dal governo Renzi introducendo la digitalizzazione.

Ad oggi la legge NON prevede che questi soldi vengano automaticamente destinati a ridurre le tasse.

Esempio: se nel 2022 si scopre che le entrate sono aumentate strutturalmente di 5 miliardi come conseguenza della lotta all’evasione, per poterle usare occorre che da marzo a settembre 2022 si sia verificato un ULTERIORE aumento di entrate di 5 miliardi.

In pratica la politica dice a se stessa:”se vabbè, tu quei 5 mld te li spendi già in mille rivoli. Quindi se li vuoi usare per le tasse, devi avere un’altra “sorpresa” di 5 mld di altre nuove entrate”.

La nostra proposta è semplice:

Quando si verifica che le entrate sono aumentate di X miliardi come conseguenza della maggior fedeltà fiscale, quei X miliardi vanno automaticamente al fondo per la riduzione della pressione fiscale. Come chiesto dalla proposta di legge N.3584 a mia prima firma, ma sottoscritta anche da colleghi di tanti altri partiti.

A settembre – come accade ogni anno – vedremo la quantificazione di questo X per gli ultimi tre anni. Ma è ragionevole pensare che nei prossimi 5 anni avremo a disposizione – se questa proposta diventerà legge – un margine dai 5 ai 10 miliardi. Perché la lotta all’evasione sta funzionando, come dimostrano i dati.

2) La seconda fonte di copertura è questa. Negli ultimi 11 anni la spesa per consumi intermedi della pubblica amministrazione è aumentata da 90,5 mld (2010) a 110,5 mld (2021). Un aumento di 20 miliardi, superiore all’inflazione.

Anche qui abbiamo una proposta semplice:

Applicando ad ogni stazione appaltante i metodi (già disponibili ma che nessuno vuole usare) di analisi dei fabbisogni e di determinazione del costo standard, dimezziamo questo aumento. Risparmiando 10 miliardi, da destinare a riduzione delle tasse per famiglie e imprese.

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Ricapitolando: decidendo di destinare le risorse già acquisite della lotta all’evasione a ridurre le tasse (anziché aumentare le spese) e dimezzando l’aumento di consumi intermedi verificatosi negli ultimi 11 anni, possiamo ridurre le tasse tanto e in sicurezza.

Entrambe le proposte non potranno verificarsi nella prima legge di bilancio, ma probabilmente già dalla seconda. 15-20 miliardi annui per ridurre strutturalmente le tasse.

Senza promesse mirabolanti, senza slogan, senza sfasciare i conti pubblici.

È l’ora della serietà.

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