Zohran Mamdani è il nuovo sindaco di New York, il primo musulmano della storia a ricoprire quella carica.
Qualche impressione a caldo.
1) Disgustosi gli accostamenti con l’11 settembre. Per essere contrari a questo sindaco non c’è bisogno di accostarlo direttamente o indirettamente ai terroristi di quel vile attacco.
Gli elettori americani hanno spesso dimostrato di non farsi ingannare dai simboli: nel 2008, soli due anni dopo la morte del loro nemico storico iracheno, hanno saputo eleggere un presidente che aveva “Hussein” come secondo nome.
Così come ora non hanno avuto problemi “di pancia” ora – giustamente da questo punto di vista – a votare un sindaco della stessa religione di coloro che, 25 anni fa, perpetrarono il più feroce attacco terrorista nella storia americana.
2) destano molte preoccupazioni le affermazioni che il neo-sindaco ha fatto in campagna elettorale nei confronti di Israele, nonché il suo rifiuto di condannare nettamente la necessità di una “Intifada globale”.
Nel suo discorso pochi minuti fa ha parlato della necessità di combattere l’antisemitismo. Speriamo, quindi, che quelle affermazioni fossero solo esagerazioni da campagna elettorale.
Perché abbiamo bisogno di difendere i valori di libertà e democrazia delle società occidentali, senza se e senza ma.
3) Mamdani non ha vinto perché è musulmano, non ha vinto per quello che pensa su Israele, non ha vinto perché è giovane.
Ha vinto perché ha fatto leva sulle difficoltà (ormai anche della classe media) a vivere in una delle città più care del mondo.
Lo ha fatto con il peggio populismo disponibile (ragion per cui se fossi stato newyorchese non lo avrei mai votato), promettendo “pasti gratis” come un M5S qualsiasi.
Ma l’elezione di stanotte, in una delle capitali del mondo, ci ricorda che quando le persone con il loro stipendio fanno fatica a pagarsi l’affitto, a comprare l’abbonamento del trasporto pubblico con cui vanno a lavoro o a farsi una cena fuori con la famiglia, allora tendono a credere al primo che passa per strada e gli promette riscatto.
Che sia uno strano tizio di destra con i capelli arancioni o un musulmano di sinistra che non condanna l’Intifada.
Lezioni preziose da imparare.