Marattin: “Tasse, sicurezza e immigrazione. Proficuo un confronto oltre gli steccati”

la mia lettera al direttore de Il Tempo del 17 giugno 2026

Gentile Direttore,

nel suo editoriale del 16 giugno Lei esorta l’attuale governo a concentrarsi su tasse, immigrazione e sicurezza. Il Partito Liberaldemocratico è all’opposizione di questa maggioranza, ma vede di buon occhio ogni occasione di discussione, con chiunque, su tematiche concrete e di grande impatto sui cittadini.

Si tratta di tre problemi strutturali, su cui difficilmente si può incidere nei pochi mesi residui di legislatura. Più proficuo sarebbe un confronto tra le forze politiche su quale strategia sia più adatta per i prossimi cinque anni.

Sulle tasse il Pld ha una proposta chiara. Se nei prossimi cinque anni il settore pubblica taglia, ogni anno, l’un per cento della propria spesa totale (uno sforzo parecchio inferiore a quello che spessofanno famiglie e imprese) alla fine della prossima legislatura avremo 70 miliardi per abolire l’Irap, azzerare l’Ires sugli utili non distribuiti, abbassare la tassazione sul risparmio e abbassare massicciamente l’Irpef per il ceto medio e le società di persone. Irpef che, in aggiunta, potrebbe (già quest’anno in realtà) essere resa molto più semplice abolendo tutte le deduzioni e detrazioni ereinvestendo il risparmio nel rendere il sistema spiegabile ad un bambino di 6 anni: prendo il mio lordo, ci tolgo quello che lo Stato non tassa perché serve per sopravvivere (una maxi-deduzione chiamata “minimo esente”) e su quello che resta applico le tre aliquote progressive. Il taglio della spesa pubblica diviene realtà a due condizioni. La prima è politica: avere la volontà di rompere rendite di posizione e privilegi di chi da decenni campa (e vota) sull’inefficienza del settore pubblico. La seconda è tecnica: applicare a tutto campo accorpamento di stazioni appaltanti, valutazioni e misurazioni efficacia dei programmi, fabbisogni e costi standard, riforma dei processi di formazione della spesa.

Su immigrazione e sicurezza il Partito Liberaldemocratico ha appena concluso un lavoro di approfondimento guidato da alcuni nostri dirigenti, tra cui l’ex-capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale Pietro Serino (chi è interessato può leggere le decine di proposte in dettaglio sul nostro sito).

Sull’immigrazione non servono gli slogan, e non basta la sacrosanta misura di aumentare i rimpatriche Lei ha evidenziato. Occorre a nostro avviso un Patto di integrazione “lingua-lavoro-legalità” connesso alla programmazione dei flussi: chi entra deve restare regolare solo se lavora, impara la lingua e l’educazione civica e il sistema si snellisce per essere in grado di verificare il rispetto di queste condizioni. Serve superare il click day e sostituirlo con istruttorie a flusso continuo e accreditamento dei datori di lavoro basati sul rispetto delle regole.

Sulla sicurezza è necessario potenziare il personale civile nel comparto per sollevare il personale operativo dai compiti amministrativi e renderlo disponibile su strada: il comparto sicurezza non fa, purtroppo, eccezione alla regola fondamentale della pubblica amministrazione italiana (non si spende poco: si spende male). E serve intervenire sulla celerità dei procedimenti penali – anche qui con riforme di struttura – per aumentare velocità e certezza della pena.

Questi tre sono solo alcuni dei temi su cui in questi mesi abbiamo elaborato una posizione di stampo liberale (altri esempi sono scuola, energia, welfare, affitti, edilizia e molto altro). Se mai il dibattito politico italiano dovesse arrivare ad una fase di confronto sulle tematiche, e non di guerra di religione o di curve ultra, saremo sempre disposti ad un confronto con tutti nel rispetto delle reciproche differenze.

Luigi Marattin
Segretario Nazionale Partito Liberaldemocratico