la mia intervista con Simone Arminio per Quotidiano Nazioale del 16 dicembre 2025.
«Ma dove sono finiti i populisti?».
Quasi li invoca Luigi Marattin, 46 anni, economista, deputato e fondatore del Partito Liberaldemocratico. Il motivo è l’ennesima corsa in Parlamento per approvare la Manovra.
Marattin, il governo assicura che l’esercizio provvisorio verrà scongiurato.
«Ma a che prezzo? Sono passati due mesi dall’approvazione del governo e anche stavolta uno dei due rami del Parlamento – in questo caso Camera – non lavorerà sulla legge e dovrà approvarla a scatola chiusa pur perdendo tempo a lavorarci. Non è uno spreco?».
Lei che si propone?
«Una Camera unica, che lavori unitariamente sulle leggi».
Nel merito della legge, invece?
«Che né sinistra né destra ci hanno visto bene anche stavolta»
Su cosa?
«La destra dice di aver aiutato il ceto medio, la sinistra dice che è una manovra per ricchi».
Invece?
«lo credo che per i ricchi non si sia fatto abbastanza».
Impopolare.
«Ma intendiamoci: chi sono i ricchi? Secondo la sinistra sono quelli che guadagnano 2.500 euro al mese e hanno l’aliquota del 43%. La stessa aliquota che in altri Paesi europei paga chi guadagna 9mila euro al mese. Se questi sono i ricchi, io dico che il governo ha fatto troppo poco per loro. Questa manovra li ‘allevia’ di 36 euro al mese… lo gli avrei abbassato l’aliquota di 10 punti».
Con quali soldi?
«Anticipare la pensione di un mese e rottamare le cartelle costa due miliardi. Quei soldi basterebbero a portare l’aliquota al 33% fino ai 60mila euro annui».
Non è meglio investire sulla sanità?
«Ecco un altro malinteso. Sulla sanità ci sono 7 miliardi in più sull’anno scorso, e dal 2000 la spesa sanitaria è cresciuta il 58% più dell’inflazione…».
Dunque?
«lI problema della spesa pubblica italiana, anche quella sanitaria, non e il quanto si spende. ma il come si spende».
Nel frattempo aumentano i venti di guerra.
«Ma in entrambi gli schieramenti il secondo partito, Lega di qua e M5s di là, non sta con l’Occidente. È il motivo per cui non credo nel bipolarismo».
Dunque si cambi legge elettorale?
«Lo penso e non è un mistero»
E su cosa puntare?
«Gli unici due modelli che possono funzionare in Italia a mio parere sono un proporzionale puro o un doppio turno di collegio. L’alternativa è la situazione attuale, con un bipolarismo drogato in cui l’obiettivo non è più vincere ma far perdere gli altri. Ma così ci perde solo il Paese».