L’EMBLEMA DEL FALLIMENTO DEL PNRR: IL CASO ROSCO

No, non si tratta di un nuovo tardivo episodio della celebre saga di Clint Eastwood (“Ispettore Callaghan, il caso Rosco è tuo”.

È invece l’esempio più chiaro di come il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sia silenziosamente fallito, per quella che era la sua missione fondamentale: non distribuire soldi a pioggia, ma risolvere chirurgicamente i problemi strutturali che da decenni impedivano all’economia italiana di crescere (“ripresa”) e di reagire dinamicamente agli shock (“resilienza”).

ROSCO sta per Rolling Stock Company, una società pubblica che si sarebbe dovuta costituire.

“Ma come, voi del Partito Liberaldemocratico siete impazziti? Fate la battaglia contro l’avanzamento dello Stato in economia, e ora recriminate che non si sia fatta una ennesima società pubblica ?!”.

In realtà, si sarebbe trattato di un perfetto esempio di come il ruolo del pubblico avrebbe potuto nel tempo diminuire la propria stessa presenza e aumentare la concorrenza.

Parliamo del settore più debole delle nostre ferrovie: i treni Intercity e regionali, quelli più importanti per i cittadini (pensiamo ai pendolari) e quelli in cui il servizio è peggiore, perché affidato senza gara a quelle che spesso sono società pubbliche che somigliano più a carrozzoni pachidermici che non ad aziende che servono gli interessi dei cittadini.

In questo settore era spesso difficile fare semplicemente gare, perché c’erano fortissime barriere all’entrata: un nuovo operatore infatti avrebbe già dovuto possedere il “materiale rotabile” (cioè i treni).

Allora l’idea era semplice: creare una società che acquistasse i treni (da qui lo stanziamento del Pnrr di 1,2 miliardi di euro) per poi affittarli tramite gare pubbliche all’operatore privato più efficiente.

In questo modo si sarebbero abbattuti i costi di ingresso e finalmente un servizio così importante per la quotidianità di tanti italiani avrebbe potuto migliorare.

Ma nell’ultima revisione del Pnrr, l’anno scorso, questo progetto è stato stralciato: troppi forti le resistenze (nazionali e locali) da parte delle società pubbliche che ogg gestiscono il servizio.

E le risorse che la Ue ci aveva dato (1,2 miliardi)?

Il governo sta affannosamente cercando di non perderle, cercando di convincere Bruxelles a farcele usare per altri scopi.

Se siete arrivati fin qui forse avete capito perché noi del Partito Liberaldemocratico diciamo che il Pnrr è stata un’occasione persa.