Una notizia passata in sordina e due considerazioni

Se non fosse stata comunicata ieri (nel mezzo dei commenti post-referendum) sarebbe stata la notizia del giorno, o della settimana.

E avreste letto i soliti piagnistei inutili su “la libertà di stampa messa in discussione”, sulla “svendita allo straniero”, ecc.

Io invece sono contento.

Per due motivi:

1) abbiamo preso in giro per anni la Grecia, ora un imprenditore greco ci viene a comprare uno dei maggiori gruppi editoriali.

Ben ci sta. Così forse capiamo che la Grecia – dopo aver passato l’inferno ma aver capito la lezione – già da tempo cresce più di noi, ha fatto un Pnrr migliore del nostro, si finanzia a tassi più bassi dei nostri e tra un po’ avrà pure un debito pubblico più basso del nostro.

2) in questo paese si urla alla “libertà di stampa messa in discussione” solo in un caso: quando l’acquirente non è incasellabile, a priori, nella stessa categoria politica di chi si lamenta.

In realtà Antenna Group – il gruppo che ha acquistato Repubblica – fa parte di una specie quasi sconosciuta in Italia: l’editore puro.

Cioè NON un imprenditore di un qualsiasi altro settore che compra un giornale (o una Tv) per compiacere una parte politica, o perché ha bisogno di creare un clima migliore per i suoi affari principali.

No, un editore che ha un unico scopo: fare informazione di qualità, che informa sui fatti e offre commenti obiettivi.
Quella che quando la guardi dici “caspita, non riesco a capire se questi sono di destra o di sinistra” (per fare un paragone, quello che oggi capita ad esempio guardando Sky).

In Italia non ci siamo abituati: da noi l’informazione è mediamente uno strumento per orientare le masse, non per informare correttamente le masse (presupposto fondamentale affinché le liberal-democrazie funzionino).

Ovviamente non so come in concreto andrà l’esperienza di questo gruppo in Italia: magari sarà un fallimento completo, chissà. E’ sempre difficile prevedere il futuro.

Ma per il momento mi bastano queste due considerazioni che ho fatto, sperando – ma qui davvero mi spingo troppo oltre – possano costituire elemento di riflessione.

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